Lo scopo dell’opera (che vuole essere una via di mezzo tra un compendio ed una raccolta giurisprudenziale, vista la quantità di pronunce selezionate offerte; si è proposto, in altri termini, un genere ibrido, una sorta di raccolta commentata e ragionata) consiste nella ricostruzione normativo–giuridico–dottrinale delle più significative sfaccettature offerte dal contratto di mandato.
Perché proprio questo contratto?
Perché proprio questa giurisprudenza selezionata?
Perché il contratto è un jolly di inestimabile valore per un civilista. È un diamante con elevato numero di carati. Uno zaffiro prezioso. Uno smeraldo splendente. È il tutto (perché abbraccia la disciplina generale dei contratti ed il diritto civile nel suo complesso) ed il niente (perché “scompare” nelle operazioni giuridiche, qualificandosi dietro la generale definizione di schema contrattuale funzionale a sorreggere il cd. “rapporto gestorio” unitamente al conferimento della procura). E proprio perché il contratto è tutto e parimenti niente che è necessario approfondire alcuni aspetti classici della civilistica italiana, senza dimenticare l’importanza degli spunti per la ricerca scientifica.