Lo sport non è divisione, non è rifiuto dell’estraneo ma, anzi, è il saluto prima di una competizione sportiva, l’abbraccio nel terzo tempo, la commozione nella vittoria e nella sconfitta. Il vero valore dello sport, la sua anima, il rispetto dell’altro, la centralità della persona umana, non possono essere solo parole ma impongono coerenza nell’azione. Ecco perché è nata l’idea sperimentale di voler trasformare le parole racchiuse in ore di lezione, intrise di entusiasmo e di voglia del sapere in uno scritto. Gli allievi si sono trasformati in autori scrivendo nel foglio bianco ciò che hanno appreso in aula e volendo essere loro stessi esempio di coerenza scientifica, dell’autentico valore delle parole e di ciò che le fonti tecniche dell’ordinamento giuridico sportivo definiscono principi etici. Dalla lavagna alla penna, dal banco al libro! L’analisi del Codice di comportamento sportivo attraverso accadimenti sportivi e cronache giornalistiche unisce nella ricerca l’etica, la morale, l’innocenza dell’azione di gioco, coniugando lo sport al diritto. L’atleta è al centro dell’opera, con la sua coscienza, il suo spirito, il suo io, la sua libertà individuale composita, in una profonda riflessione antropologica. Da qui l’idea di voler coniugare l’etica dello sport nell’azione di gioco, come studio dell’uomo nella sua più nobile esternazione, lo sport, in ogni sua accezione e disciplina, analizzando i margini tra norma, regola, etica e risultato sportivo. Nell’opera gli allievi, testimoni di unitarietà, lealtà, solidarietà, diventano maestri dei principi etici dello sport.