Con un affondo specifico relativo agli anni di pontificato di Paolo III Farnese (1534-1549), questo studio si propone di indagare il rapporto tra Annibal Caro e la cultura artistica del suo tempo. Le affermate relazioni con artisti di primo e secondo piano – da Giorgio Vasari a Michelangelo, da Raffaello da Montelupo a Perin del Vaga, fino a Bernardo Paoli – confermano il marchigiano tra le file di un entourage polifonico e raffinato, descrivendolo intellettuale poliedrico, abile iconografo, ideatore di imprese, e prezioso mediatore tra artisti e committenti.