Muovendo dal paradigma teologico–politico bizantino della symphonia e dal costrutto di “polo di civiltà ortodossa”, Echi di Bisanzio indaga il ruolo delle Chiese ortodosse russa e serba nella sacralizzazione di direttrici geopolitiche, in particolare mediante le nozioni speculari di “mondo russo” (Russkiy mir) e “mondo serbo” (Srpski svet). La ricerca analizza i processi di legittimazione teologica delle ambizioni egemoniche di Mosca e Belgrado, esaminando come le istituzioni ecclesiastiche operino una sintesi tra dottrina teologica e prassi politica. L’obiettivo è decodificare l’ibridazione tra sfera religiosa e statuale nel mondo ortodosso contemporaneo, evidenziando la progressiva indistinzione tra missione soteriologica e prassi geopolitica.