Gli studi raccolti in questo volume propongono polarità teoriche che impegnano il pensiero di Vico e la sua fortuna critica nel Novecento. Coinvolgono, innanzitutto, il topos della maraviglia nel gran teatro delle idee e delle forme di matrice barocca, in contrasto con ogni pensiero fatto solo di concetti. Lo documenta, tra l’altro, l’Idea della Scienza nuova, proposta dal 1730 con una Dipintura che, nella trasposizione “postmoderna” di Marcel Duchamp, presenta un’originale “interferenza simbolica”, in un nuovo spazio corrispondente a una visione plastica, dove la meraviglia dell’invenzione scenografica della vita e l’estro della fantasia cambiano la percezione del reale. Si impostano nuove relazioni tra la natura e l’esistenza, secondo i nuovi parametri dell’utile e del vitale che agitano la presenza di Vico nel Novecento filosofico europeo, con Croce e dopo Croce, in due suoi notevoli protagonisti, Jung e Paci, interessati, ognuno a suo modo, al dialogo con la fenomenologia e la psicanalisi.