Messina è una città caratterizzata da cicli profondi di distruzione e ricostruzione, un palinsesto urbano dove la memoria dell’antica Zancle, della Messana romana e di tutte le Messine che le hanno seguite, è spesso celata sotto strati di oblio e dei nuovi tessuti edilizi. In questo scenario, il volume La transizione monumentale propone un percorso metodologico per la salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio urbano stratificato e peculiarmente complesso. L’opera documenta il passaggio cruciale dalla digitalizzazione bidimensionale di fonti archivistiche e cartografiche alla creazione di gemelli digitali tridimensionali ad alta precisione. Attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate come tecniche di laserscanning, di fotogrammetria terrestre e aerea con le metodologie H–GIS e H–BIM, l’autrice trasforma i resti materiali e immateriali in documenti interrogabili, capaci di rivelare le genealogie costruttive di monumenti simbolo. Il cuore della ricerca si snoda attraverso casi studio emblematici, come il complesso monastico del San Salvatore dei Greci, analizzato nella sua stratificazione secolare, e aree urbane nevralgiche di Messina, quali Largo San Giacomo o gli Isolati della Prefettura e limitrofi, dove la ricerca archeologica d’emergenza rivive grazie alle realtà alternative intangibili. L’obiettivo finale non è solo la conservazione digitale, ma la predisposizione per un Metaverso cittadino. Per tutte queste ragioni, il volume non intende rivolgersi solo agli addetti ai lavori, ma mira ad abbattere le barriere fisiche e cognitive, rendendo il Patrimonio Culturale un bene democratico e accessibile a tutti. È inoltre un invito a riscoprire l’identità di Messina attraverso una memoria digitale perenne, capace di connettere il rigore della ricerca scientifica con l’esperienza immersiva del futuro.