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copertina 9791221826241 Ulysses S. Grant, soldato e presidente

Ulysses S. Grant, soldato e presidente

Autore:  Romain Iovinelli
Aracne, 2026
ISBN: 979-12-218-2624-1
Formato: 17 x 24
Pagine: 232
Per miracolo, Ulysses S. Grant riesce a sottrarsi alla congiura orchestrata da John Wilkes Booth che, nella notte del 14 aprile 1865 riesce ad assassinare il Presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln. Fortunatamente, all’ultimo momento, su suggerimento della moglie Julia, la quale non sopportava la compagnia della first lady Mary Todd Lincoln a teatro, Grant decide di restare a casa. Successivamente, si scoprirà che la cospirazione messa in atto da Booth aveva l’intento di uccidere tutte le figure importanti dell’amministrazione di Lincoln, tra cui il Generale Grant. Morto il Presidente, che fare? Escluso il defunto Lincoln, nessun uomo vanta, nel 1865, uguale fama, reputazione e acclamazione di Grant. Le vittorie decisive ottenute a Fort Henry, Fort Donelson, Chattanooga e Vicksburg sono ben impresse negli elettori degli Stati Uniti. Inoltre, la magnanimità mostrata nei confronti di Lee e del suo esercito ribelle, aveva destato un effetto positivo anche negli Stati secessionisti. Non c’era dunque nessun altro candidato degno di assumere il ruolo di Presidente in quel momento, anche se dovrà attendere che giunga a termine il mandato presidenziale del vice di Lincoln, Andrew Jackson. Sotto l’amministrazione Grant, vengono approvati il quattordicesimo e quindicesimo emendamento con lo scopo di tutelare i diritti degli schiavi liberati e di garantire loro il diritto di voto. Oltre ad assicurare la loro emancipazione, Grant non dimentica i nativi americani, da lui definiti gli abitanti originari della nazione, verso i quali volgerà il suo sguardo. A tutt’oggi, è ancora difficile catalogare l’operato di Ulysses S. Grant, presidente per due mandati difficili. D’altronde, è ancora più difficile restituire un’immagine imparziale dell’uomo: fu il generoso condottiero che salvò l’Unione? Un uomo onesto (seppur imperfetto) che si assunse la responsabilità di riunire e sanare una nazione dopo anni di guerra fratricida? Un uomo semplice e d’umile origine che si ritrovò in cariche troppo grandi per lui? Un generale ubriaco che mandò al macello migliaia di soldati per affrettare la conclusione della guerra? Un politico pigro e corrotto? Un despota che si accanì su un nemico sconfitto? Il dibattito tra storici e accademici è ancora acceso, anche se lentamente si avvia verso la sua riabilitazione più completa di uomo e di Presidente. Di certo fu un soldato che tutti definirono un eroe, anche se suo malgrado, se si pensa che il suo sogno era di essere un professore di matematica.
Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
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