La progressiva digitalizzazione delle comunicazioni e la delocalizzazione delle infrastrutture informatiche hanno profondamente trasformato le dinamiche di acquisizione della prova nel procedimento penale, ponendo nuove e complesse questioni in ordine alla circolazione della digital evidence nei contesti investigativi e processuali caratterizzati da elementi di transnazionalità. La natura immateriale del dato informatico, unita alla frequente ubicazione delle evidenze elettroniche presso server collocati in ordinamenti esteri, impone infatti una costante interazione tra autorità giudiziarie appartenenti a diversi sistemi giuridici, rendendo imprescindibile il ricorso agli strumenti della cooperazione giudiziaria internazionale. Muovendo da tali premesse, la monografia offre un’analisi sistematica del quadro normativo nazionale, sovranazionale ed europeo che disciplina l’acquisizione, la conservazione e la circolazione delle prove elettroniche, esaminando criticamente le principali problematiche derivanti dall’assenza di un’effettiva armonizzazione delle regole in materia di digital forensics e di tutela delle garanzie processuali. L’indagine si concentra, in particolare, sul rapporto tra esigenze investigative, efficacia della cooperazione internazionale e salvaguardia dei principi del giusto processo, della genuinità della prova e della protezione dei diritti fondamentali della persona. Particolare attenzione è dedicata all’evoluzione degli strumenti di cooperazione giudiziaria, dalla tradizionale rogatoria internazionale all’Ordine Europeo di Indagine, sino alle più recenti innovazioni introdotte dal Regolamento (UE) 2023/1543 e dalla Direttiva (UE) 2023/1544, destinati a incidere significativamente sul regime europeo di acquisizione e conservazione delle prove elettroniche. Tali interventi normativi vengono esaminati alla luce delle prospettive di effettiva implementazione e delle criticità applicative che ne accompagneranno l’entrata a regime. L’opera si propone, pertanto, di ricostruire in chiave sistematica il modello di circolazione della digital evidence nel contesto giudiziario transnazionale, evidenziandone le implicazioni teoriche e operative e offrendo un contributo al dibattito scientifico sulle prospettive di evoluzione del diritto della prova nell’ecosistema digitale. Il volume si rivolge alla comunità scientifica, ai magistrati, agli avvocati, agli appartenenti alle forze di polizia, ai consulenti tecnici e agli operatori del diritto chiamati a confrontarsi con le sfide poste dall’investigazione penale nell’era della globalizzazione dei dati e della cooperazione giudiziaria internazionale.